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D’amore, di metal e di altre sciocchezze: The Devil’s Candy

The Devil’s Candy, oltre ad essere un horror australiano bello come pochi (magari il finale non è all’altezza delle aspettative, ma con quattro soldi si fa quel che si può) ci narra di una famiglia che, ai miei occhi, rasenta la perfezione. Ed è di questo che voglio parlarvi.

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Jesse e Astrid sono marito e moglie. Lui è un pittore che campa come può della sua arte, metallaro puro, un figo indicibile. Lei è una donna con un lavoro “normale”, che porta a casa lo stipendio, amorevole e con un musetto dolce. Hanno una figlia adolescente, Zooey, metallara come il padre, che vive i turbamenti tipici di quell’età, ma protetta dall’amore dei suoi genitori. Dei genitori bene assortiti, con un grande feeling, difficilmente crescono una figlia ingestibile. È così, mi spiace distruggere in così poche parole l’inutilità dei manuali da perfetto genitore (se date un’occhiata su Amazon vi si palesa una lista infinita – ciò la dice lunga sulle difficoltà di sentirsi genitori, oggi). L’ansia da prestazione, la perenne sensazione di inadeguatezza nei confronti dei pargoli che si mettono al mondo, sposta l’attenzione verso ciò che è davvero fondamentale per formare una bella famiglia: l’amore e la complicità tra mamma e papà. I vostri figli vi guardano e imparano che, con pregi e difetti, si può stare bene insieme ed essere felici. In questi tempi che traboccano di angoscia, sono stata sorpresa di vedere rappresentata in un film dell’orrore una famiglia così bella. Lontana anni luce dallo stereotipo della famigliola che la mattina fa colazione coi biscotti della Mulino Bianco. Al contrario, potrebbe essere giudicata male, poiché non segue uno stile di vita adeguato alla società borghesuccia di facciata. Ché la gente deve pensare bene, mica si può essere quello che si è. Ecco, Jesse, Astrid e Zooey sono quello che sono. Senza nascondersi, senza vergognarsi. E sono felici da matti. Poi arriva l’uomo nero, un ciccione con qualche delirio nella testa, e se amate il genere case infestate (ma forse il male sta altrove, quindi è necessario prestare attenzione) che in un batter baleno si trasforma in uno slasher, non potete perdervelo. E aggiungo, anche se non amate il genere, è interessante osservare Jesse, Astrid e Zooey, i quali mi hanno ricordato tantissimo il mio amico Marco e la sua famiglia, che io guardo sempre con timida ammirazione. Sarà che il metal fa crescere sani, forti e belli? 

LOL

Il film, scritto e diretto da Sean Byrne, è privo dei jumpscare. Enorme pregio per uno slasher che armeggia meravigliosamente con Satana, all’interno di una casa qualunque e che rumoreggia cattive richieste. Si può suonare una King V rossa fiammante per non ascoltare, ma lo sapete come sono i vicini. Non resta che obbedire, e dare al diavolo ciò che brama: le sue caramelle. 

 

“Tu… Tu hai giurato. Sulla mia tomba.” (Zooey)

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Ah, non serve che vi sottolinei l’ovvio, ovvero che la colonna sonora è spettacolare, nevvero? Fatevi un favore, guardatevi questo film. C’è da imparare qualcosa.

 

2 thoughts on “D’amore, di metal e di altre sciocchezze: The Devil’s Candy

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