Per tutti il dolore degli altri è dolore a metà?

È stata una settimana difficile. Ho litigato, ho chiuso rapporti, ho riflettuto e compreso alcuni errori commessi. Mi sono guardata allo specchio. Ho capito da un pezzo quale tipologia di rapporti gradisco, ma che non posso sempre avere sotto controllo le reazioni e i comportamenti altrui.
Avevo in programma tutt’altro, questa settimana, il post di martedì (se vi è sfuggito, potete leggerlo qui) per me era molto, molto importante. Non sto a spiegare il perché, ma scriverlo è stato faticoso come scalare il Monte Bianco. E purtroppo è passato in secondo piano, anche per colpa mia.
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Storia di un abuso

Stella ha quindici anni. È il suo primo fine settimana fuori casa. Mamma e papà sono tranquilli, se ne va in montagna a casa del papà di Giusy, una sua compagna di classe. Ha un anno in più di lei, a quell’età sembra un’enormità. Il papà di Giusy lavora in un ristorante e le ragazze se ne stanno per i fatti loro, bighellonando per il paese, fumando canne e bevendo birre spaparanzate sul divano del salotto. Guardano Eyes Wide Shut per la prima volta; quando il papà di Giusy rientra a casa le trova perplesse, con gli occhi strabuzzanti e rossi. Si siede tra di loro e partecipa alla fumata. Stella sente un brivido trapassarle il corpo, percepisce qualcosa di brutto in quello strano momento condiviso.
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Il Prosivendolo: Le finestre di Lynch sull’America [Twin Peaks 3]

BadCoop, il lato malvagio del buon Dale Cooper, è introdotto in questa terza stagione con un remix appositamente distorto di American Woman delle Maddy Magnolias. Cosa centra? Era per riconnettermi al senso di americanità che Twin Peaks ha sempre avuto e, in questo caso come in tanti altri, reso in modo sinistro, ma che spesso viene messo da parte in favore di altri aspetti magari più suggestivi dell’intera serie, quali possono essere il lato esoterico, quello dell’universo surreale e straniante ricreato dall’artista/demiurgo, le teorie su qualunque bizzarria e simbolo all’apparenza incomprensibile…
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Un’avventura tra i fiori di yucca: Il Regalo

“Non sapevo veramente che le persone potessero intendere le cose in modo diverso da come le dicevano.” (Gunilla Gerland)
Finalmente mi sono decisa. Il Regalo è un mio racconto breve, pronto per farsi spazio nel fantasmagorico mondo degli e-book da un bel po’ di tempo. Andrea Lupia, l’illustratore della copertina e mio carissimo amico, avrà pensato di aver disegnato per niente. Germano, che come sempre ne ha curato l’editing, a un certo punto ha smesso di chiedermi quando l’avrei pubblicato.
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