Per tutti il dolore degli altri è dolore a metà?

È stata una settimana difficile. Ho litigato, ho chiuso rapporti, ho riflettuto e compreso alcuni errori commessi. Mi sono guardata allo specchio. Ho capito da un pezzo quale tipologia di rapporti gradisco, ma che non posso sempre avere sotto controllo le reazioni e i comportamenti altrui.
Avevo in programma tutt’altro, questa settimana, il post di martedì (se vi è sfuggito, potete leggerlo qui) per me era molto, molto importante. Non sto a spiegare il perché, ma scriverlo è stato faticoso come scalare il Monte Bianco. E purtroppo è passato in secondo piano, anche per colpa mia.
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Storia di un abuso

Stella ha quindici anni. È il suo primo fine settimana fuori casa. Mamma e papà sono tranquilli, se ne va in montagna a casa del papà di Giusy, una sua compagna di classe. Ha un anno in più di lei, a quell’età sembra un’enormità. Il papà di Giusy lavora in un ristorante e le ragazze se ne stanno per i fatti loro, bighellonando per il paese, fumando canne e bevendo birre spaparanzate sul divano del salotto. Guardano Eyes Wide Shut per la prima volta; quando il papà di Giusy rientra a casa le trova perplesse, con gli occhi strabuzzanti e rossi. Si siede tra di loro e partecipa alla fumata. Stella sente un brivido trapassarle il corpo, percepisce qualcosa di brutto in quello strano momento condiviso.
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Il ricordo di un uomo bellissimo: Chris Cornell

Non ho molto da dire in merito all’improvvisa morte di Chris Cornell (Temple of the DogSoundgardenAudioslave), se non che è stato uno shock. Cornell aveva solo 52 anni quando si è impiccato al MGM Grand Detroit Hotel l’altro ieri. Suicidio, quindi. E ogni volta che sento questo termine, mi irrigidisco. Se poi è associato alla morte di una persona che, in qualche modo, ha fatto parte della mia crescita, il cuore mi si frantuma e mi viene da vomitare.

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Edelweiss – The Man In The High Castle

Parlare di The Man In The High Castle, serie TV targata Amazon ispirata al romanzo ucronico di Philip K. Dick, La svastica sul sole, è per me fonte di ansia. Perché avrei voglia di scrivere a caratteri cubitali di vederla punto e basta, ché l’esperienza va fatta scevri da pregiudizi o giudizi altrui. Vale per la prima stagione, se non ricordo male è uscita addirittura un paio d’anni fa, ma soprattutto per la seconda, che sale vertiginosamente di livello, roba da non credere. Come è da non credere la freddezza di critica che ho letto in giro.

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