Buoni propositi (alternativi) per Natale

Io adoro il Natale. La festa pacchiana per eccellenza, fatta di lucette, addobbi, personaggi trashissimi, canzoncine complicatissime da cantare intonati (li mortacci di Mariah Carey) e frenesia al limite del ricovero psichiatrico per i regali. Sì, amo tutto ciò. Certo, sarebbe anche il compleanno di Gesù, mica lo dimentichiamo. Infatti si fa il presepe e quindi tutt’appost. Ma la cosa che mi rende totalmente prona nei confronti del Natale è che ho da sempre due settimane di vacanzine. Di solito le passo mangiando una quantità indefinita di biscotti fatti dalla mamma, bevendo (no alcool, tisanine deliziose che ormai so vecchia) e dormendo. In pratica faccio quello che voglio e quest’anno, addirittura parto: Natale in Puglia (senza Boldi o De Sica), con Hell. Vedrò il mare d’inverno e questo può bastare per rendermi felice.
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La sindrome dello scopino del cesso

Quasi ogni giorno mi imbatto in dichiarazioni/commenti/esternazioni di donne rivolte a uomini di scarsa volontà. Essere dei pusillanimi non porta per forza a diventare aggressivi, violenti o assassini. Si può tranquillamente restare degli inetti. Trovo comunque preoccupante la vasta schiera di donne innamorate perse di questi pagliacci. Magari non le picchiano, ma le trattano male in continuazione. Pare quasi che l’amore, quello vero, si identifichi nel sacrificio, nell’attesa sofferta di un lieto fine, nella perpetua mancanza di sicurezza sentimentale (e, spesso, anche pratica).
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Franscesco Sole e lammerda atomica

Uno si sbatte per divulgare bellezza, che siano letture di romanzi, racconti vari, della buona musica, cinema, serie TV. Cose belle alla portata di tutti, gusti permettendo, in grado di arricchire mente e cuore. 
Poi arriva Francesco Sole. O meglio, non tanto lui, che è un personaggio costruito a tavolino e che, presto o tardi, sparirà, ma le persone che sbavano sull’agglomerato di banalità inaudita (roba da far impallidire il buon vecchio Fabio Volo) che il giovanotto propone. Un’orda di adoratrici di puttanate cosmiche, quella che tempo fa chiamavo lammerda atomica. Andate a cercare le poesie di Francesco Sole, se avete il fegato, poi tornate qui e ditemi cosa ne pensate.
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Money, money, grasso Facebook

L’altro giorno ho letto questo articolo molto interessante. Leggetelo, anche se non avete un libro da promuovere, perché oggi ho voglia di polemizzare nientemeno che con faccialibro.
L’articolo parla, tra le altre cose, delle pagine facebook che, ormai, non hanno più molto senso di esistere, nonostante la possibilità di spenderci del denaro. 

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