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La morte di David Bowie

L’anno scorso a quest’ora nessuno sapeva. Lo avremmo saputo il giorno dopo, di mattina presto. Era l’11 gennaio 2016, stavo facendo colazione malvolentieri. La TV accesa, il TG passava le notizie flash. Avevo un leggero mal di testa e un enorme scazzo addosso. Un normale lunedì, insomma. Sento della morte di David Bowie e d’istinto non ci credo. Penso che al TG si sono rincoglioniti, cerco su internet e mi ritrovo una valanga di link che la ritengono una bufala, mi rilasso un attimo. Poi i siti ufficiali si fanno spazio nella carrellata e niente, è vero. Il Duca Bianco è morto. Era malato di tumore al fegato da un po’. Piango, mi sento disperata e dico: Perché non lo sapevo? Come se fosse un parente, uno di famiglia. L’11 gennaio dell’anno scorso scrivo questo post. Sì, è morto il 10, non l’11. Ma l’11 è il giorno della scoperta, della consapevolezza. Il giorno dell’inizio del lutto. 

 

“Non sono un profeta o un uomo dell’età della pietra. Sono solo un mortale con le potenzialità di un supereroe.”

 

Uno dei miei album preferiti di Bowie è datato 1997: Earthling. Un album che in tanti ancora oggi schifano (o che nemmeno conoscono), ma io al tempo l’ho divorato. E oggi voglio ricordarlo con Im Afraid Of Americans, dal testo beffardo e critico, e dirvi che la natura eclettica di Bowie era totale. Era davvero un supereroe. 

 

Immagine anteprima YouTube

(Sì, quello è Trent Reznor)

Manchi tanto, maledizione. Non ce la faccio proprio a dirti addio. 

 

 

(David Bowie, Londra, 8 gennaio 1947 – New York, 10 gennaio 2016)

4 thoughts on “La morte di David Bowie

  1. Earthling è un grande album, Bowie seppe cavalcare l’onda della jungle music tanto in voga 20 anni fa rimanendo fedele a sé stesso. Ora se dici Jungle pensi al massimo a Goldie, ma se pensi a Earthling ti viene in mente quella piccola perla di Little Wonder. Era un fottuto genio. Manca anche a me… ;-(

    • Condivido. Little Wonder è un pezzo pazzesco e sì, era un fottuto genio.
      Grazie di essere passata e benvenuta! 🙂

  2. C’ero pure io qui, l’anno scorso. Ragion per cui (con un po’ di ritardo) non potevo non ripassare anche questa volta…perché è già passato un anno senza il suo beffardo genio, maledizione. 🙁

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