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L’esercito dei cagatori di minchia

A gennaio 2017 escono un bel po’ di film al cinema, tra cui Arrival e La La Land.

Il primo l’ho visto e mi è piaciuto tantissimo; il secondo non l’ho ancora visto e non so se farò in tempo a vederlo. Non ho idea se sia effettivamente un film meritevole della valanga di Oscar alla quale è candidato, più che altro non me ne può fregar di meno. Che gli Oscar non siano più una faccenda seria credo che ormai sia noto. Ma il punto è un altro: più un film ha successo, più riscuote consensi in ogni dove, più l’acrimonia prende corpo. Ed è così che arriva l’esercito dei cagatori di minchia.

Lasciamo da parte i gusti personali, che ovviamente sono legittimi, ma qui la questione si fa interessante, per me che osservo le persone con una certa scrupolosità. Da dove viene tutta questa passione nel parlare SOLO male dei film? Inevitabilmente penso a coloro che passano il tempo a parlare male degli altri. Si dice che chi si impegna con vigore nel parlare male di tizio, non sa che, in realtà, si sta rivolgendo a se stesso. Se l’Ego della persona che parla è gonfio come una mongolfiera, più grave e intransigente sarà il giudizio negativo che ne scaturirà.  Perché? Ciò avviene perché si è certi di possedere la conoscenza, la verità vera suprema.

Badate bene, io credo che un po’ tutti ne siamo affetti. Chi non ha mai spettegolato in vita sua? Non c’è niente di particolarmente rilevante in questo, psicologicamente parlando. Ma quando il giudizio malevolo è preponderante e insistente, grazie anche a Facebook che è terreno fertile per i troll e, in generale, per i cagacazzi, non posso evitare di pensare che qualcosa non vada. Chi se ne frega se Arrival o La La Land vi ripugnino, all’ennesimo post o commento negativo sparsi in giro, avreste anche un po’ annoiato. Non ve ne accorgete da soli? Ciò mi pare strano. O forse ve ne sbattete perché, appunto, vi divertite così. E allora avete dei problemi. Con Arrival, tanto per non rimanere delusi dal prossimo, sono usciti i massimi esperti di scienza e fantascienza, grandi lettori di sottotesti che, porco giuda, come ho fatto a non vedere quanto Arrival fosse, ad esempio, un film antiabortista. Sono proprio cieca. E quanto fosse noioso, ridicolo; come diavolo ho fatto ad emozionarmi davanti a cotanta banalità e gne gne gne. Difficile rivolgersi agli altri, pur mantenendo le proprie idee, con rispetto e senza quella condiscendenza che si usa coi poverini, solo perché Arrival a qualcuno (no, a tantissimi) è piaciuto.

Un amico, ieri sera, mi ha ricordato che Marlene Dietrich sosteneva che se chiedi a una persona incompetente un’opinione su un film, quella dovrà trovare qualcosa da criticare per dimostrare di essere uno che se ne intende; se ti dicesse che gli piace e basta avrebbe paura di fare la figura del sempliciotto. Ed è esattamente così. Vorrei capire qual è il trauma infantile che porta al quesito iniziale. A me non piace parlare delle cose che non mi sono piaciute, non semino in giro il mio odio verso un film o una serie TV per dimostrare al pubblico ebete quanto IO sia superiore. A me Westworld non è piaciuto per niente e mi sono limitata a fare una battuta. Non sono andata a cagare la minchia a coloro i quali è piaciuto follemente. Non li ho presi per il culo, anzi. Forse perché ho trentacinque anni (quasi) e preferisco spendere il mio tempo nel migliore dei modi, senza allontanarmi da me stessa puntando l’obiettivo altrove, sprecando energie.

Tanto, ragazzi, Arrival incasserà parecchio, Villeneuve continuerà a essere un ottimo regista canadese che non vi si fila di striscio. Per non parlare di Ryan Gosling che in La La Land canta, balla e fa il suo dovere. Mentre vi si gonfiano l’Ego e i genitali quando vi incattivite e perculate un film di una certa rilevanza, lo sapete, vero, che quando vi sgonfiate non avete aggiunto nulla alle vostre esistenze? Lo sentite, dentro di voi, l’inutilità del tempo che avete sprecato? 

Sì, lo so, le persone così godono semplicemente nel cagare la minchia al prossimo, tentando di umiliarlo. Ci credono, sono convinti di riuscirci. 

Trolloni, trolletti, trollacci, non è così che funziona. Voi credete di essere fieri di voi stessi, masturbandovi nella vostra immensa sapienza, ma non capite quanto sia forte il bisogno di sfogare le vostre frustrazioni e insoddisfazioni. Vi vedete come dei giganti, ma siete piccini. Tanto piccini.

 

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(In un certo senso, lo scopo di Arrival potrebbe ritenersi un fallimento: parlare dell’importanza della comunicazione – attraverso una nuova forma di vita che non conosciamo – e notare che parecchie persone non ne abbiano tratto nessun tipo di riflessione in merito, fa un po’ tristezza. Ed è il paradosso dei nostri tempi. Tutti bramano per voler parlare, male possibilmente, ma non tutti si predispongono all’ascolto. 

Ma tanto sono discorsi banali, nevvero?)

6 thoughts on “L’esercito dei cagatori di minchia

  1. Sarà che anch’io ho trentacinque anni (quasi), ma ho amato sia Arrival sia La La Land. Il primo un po’ di più. Toh, mi è piaciuto anche Split, ma con qualche riserva.

    Sì, sarà una specie di scatto di anzianità. 🙂

    • Meglio vecchi e amorevoli che giovani cagacazzi. 😀

      (E adesso scrivo due parole su Split 😉 )

  2. Bellissimo articolo, complimenti! Arrival mi incuriosisce, La la Land invece no, ma non è questo il punto. Il punto è che sottoscrivo ogni tua parola e se ti avessi qui davanti ti offrirei un caffè (o un tè, o quello che preferisci).

    Ah, e mi segno anche la risposta che hai dato qui sopra: meglio vecchi e amorevoli che giovani e cagacazzi (io quasi 34). Quant’è vero, quant’è vero! 😉

    • E io ne ho quasi 35! dammi un cinque alto! 😀

      Benvenuta Lilly, io bevo svariati caffè, ma anche tè e tisane vanno bene 😉

      (Vedo che hai un blog che parla di anime, ti seguirò!)

  3. La sindrome della “verità vera suprema”? Ecco, diciamo che a differenza dell’esercito di cagaminchia di cui sopra noi riusciamo a mitigarla nella più civile variante della “verità relativa personale”. 😉 Non è poi così difficile, trolloni, trolletti, trollacci in ascolto: ci si informa il più possibile prima di parlare dopodiché è possibile confrontarsi ricordandosi l’uso di semplici termini quali “secondo me”, “a mio parere”, “IMHO” e quant’altro venga in mente allo scopo di ricordare che si sta esprimendo un appassionato e argomentato parere personale, NON I’unico e indiscutibile parere esistente sulla faccia della terra. Ecco, seguendo queste semplici regole magari ricomincerete a comprendere la fondamentale differenza fra l’avere opinioni opposte (che -de gustibus, appunto- possono benissimo rimanere inconciliabili) e il gettare sempre merda a prescindere nascondendosi dietro interpretazioni forzate e pretestuose, come qui succede con il musical “reazionario” e l’alieno “antiabortista”… alla fine, chissà, potreste addirittura scoprire che esistono dei film che piacciono pure a voi, eh.

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