MI GRAN NOCHE

Si aprono le danze con Hugo Silva e Carolina Bang (rispettivamente Roberto e Cristina) che si esibiscono in Prisencolinensinainciusol, direttamente ispirati ad Adriano Celentano e a Raffaella Carrà ai tempi di Milleluci (1976). Entriamo, quindi, subito nell’atmosfera del film: luccicante, spumeggiante, caotica. Siamo dentro a uno studio televisivo nel quale personaggi dello spettacolo e comparse varie sono alle prese con la registrazione di uno show, il quale andrà in onda la notte di Capodanno. Le prove sono estenuanti e piuttosto complicate, tanto che qualche malcapitato potrebbe rimetterci la capoccia. 
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Il ritorno di Rob Zombie: 31

Dopo la visione di The Lords of Salem lo dissi chiaramente: io con Rob Zombie ho chiuso. Come direbbe il buon Chef Antonino Cannavacciulo: 

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Per me The Lords of Salem è uno dei film più brutti dell’universo. Per me, lo ripeto, ché so benissimo quanto i fanz di Rob Zombie siano agguerriti e sempre pronti a rimarcare la genialità del loro Dio. Per quanto mi riguarda, si avvicina molto di più al Dario Argento della maaaaaaantide (ahahhahahaha) che a quello visionario degli esordi, tanto per dire.
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Bei tempi andati: LITFIBA

Non so bene perché, ma una mattina io e Hell ci siamo messi a riascoltare qualche vecchio brano dei Litfiba. Come spesso accade, mi metto a cantare facendo un sacco di gesti. A un certo punto Hell mi fa:

“Ecco perché tu e Daniela cantate sempre facendo tutti quei versi. È grazie a Piero Pelù!”

Mi rendo conto che è vero, l’anima di Piero Pelù è dentro di noi, non c’è niente da fare. Ma è la mia amica Laura ad avere un legame direi quasi mistico con Pelù, un amore e una passione che vanno ben oltre il principio di calvizie del buon Piero. Questo post è dedicato a te, Laura, e a tutti coloro che hanno amato i Litfiba.
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The Night Of e la metamorfosi

In principio fu True Detective. Miniserie autoconclusiva di otto episodi. Formula che mi si confà perfettamente, utilizzata spesso anche con meno episodi. Se in otto puntate si riesce a delineare una storia arrivando a una conclusione soddisfacente, io mi sento in pace con me stessa. Ne parlavo con la mia amica Lucia qualche giorno fa, ovvero che le serie TV hanno frantumato l’anima. Ne escono di nuove in continuazione, durano svariate stagioni, rischiando di diventare delle tediose soap opera (vedi Game of Thrones – che io ho abbandonato con estremo piacere), togliendo tempo al cinema.
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Core de mamma

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni è diventata mamma. Ha messo al mondo una bambina, Ginevra, un frugoletto tenerissimo. Ho visto la Meloni in collegamento TV venerdì a Mattino 5, mentre la creatura, per sua fortuna, stava dormendo e quindi si è risparmiata la sua prima, non richiesta, diretta televisiva. Mi siedo sul divano a bermi un caffè, in modalità riflessiva sull’argomento da trattare qui sul blog. Ma l’immagine della piccola Ginevra col braccio alzato e il pugnetto chiuso cattura la mia attenzione. Piccina, penso… Che buffa. Poi, inaspettatamente, arriva il battutone:
“Mamma ha provveduto ad aprire la manina!”
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