PLUTONA

Plutona è una graphic novel di cui ho scoperto l’esistenza grazie ad Alex. Racconta di cinque ragazzini alle prese col ritrovamento del cadavere della supereroina suprema di Metro City: Plutona.

Può sembrare la classica storia di un gruppo di amici nel fantastico mondo dei supereroi, ma non è così. Mi sono sorpresa, leggendola, di trovarmi faccia a faccia con una storia di formazione molto dura e totalmente priva di spensieratezza.

 

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Innanzitutto questi cinque ragazzi non sono proprio grandi amici. Tra loro esistono dei conflitti che maturano nel corso della storia, come ad esempio la gelosia di Diane nei confronti dell’amica Mie. Quest’ultima, attratta dallo scapestrato Ray, perde interesse nei confronti dell’amica ciccia e impacciata. Ray, dal canto suo, è un ragazzo che si atteggia a bullo, con un pesante macigno di problemi sulle spalle. Mike è il fratellino di Mie, naturalmente lei lo vive come un impiastro, dovendo spesso badare a lui. E poi c’è Teddy, colui che coinvolgerà gli altri, suo malgrado, nella sua ossessione per i supereroi. In un fitto e tetro bosco, spunta il cadavere di Plutona, la più forte, la più potente eroina esistente. Trovarla morta scatena emozioni contrastanti, che oscillano dallo sconcerto, alla paura. Ma è la decisione di cosa fare dopo la scoperta che unisce, ineluttabilmente, i cinque ragazzi. Va mantenuto il segreto, se gli adulti scoprissero della morte di Plutona che cosa accadrebbe? Se si spargesse la voce tra i nemici che combattono contro i supereroi che Plutona è stata definitivamente sconfitta, cosa ne sarebbe di Metro City? Cosa ne sarebbe di loro?

 

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Ma raccontarlo potrebbe anche essere una possibilità per arricchirsi, per diventare popolari, per essere qualcuno. Emozioni e sentimenti che, onestamente, non vengono spesso trattati negli adolescenti. Combinano guai, si ribellano, convivono col disagio delle loro vite in divenire. Ma, è bene che ve lo specifichi, Teddy, Ray, Diane e Mie sono poco più che bambini. E Mike, invece, è proprio un bambino. Immaginateveli alle prese con la salma dell’eroina più famosa del mondo e col dilemma di cosa farne. Cambieranno per forza, non saranno mai più gli stessi. E non è detto che sia un bene. Ogni capitolo inizia narrando il presente, coi ragazzi che trovano morta Plutona e si conclude tornando indietro alla notte in cui la supereroina affronterà la sua (forse) ultima avventura.

 

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È quindi una narrazione che si intreccia, mantenendo, così, alta l’attenzione. Scoprire come e perché Plutona sia morta e cosa ne faranno i ragazzi è davvero interessante. Il finale è la fine del fumetto (Plutona è autoconclusivo), ma ha in sé quella potenza di farti rimanere spiazzato. Se vogliamo lo si può definire un finale aperto, nel senso che ognuno di noi è libero di immaginare come potrebbero proseguire le vite dei protagonisti. La voglia di leggerne ancora c’è, non lo nego. Ma va bene anche così. Perché è una storia che si legge tutta d’un fiato, ammirandone i disegni, travolti da quest’avventura che è, a tutti gli effetti, un’allegoria sulla vita e sulla morte. Emi Lenox, Jeff Lemire e Jordie Bellaire creano un’opera davvero bella, profonda, sopraffina. Con poche battute, inserendo l’immagine giusta, comunicano al lettore tutte le informazioni necessarie. Per poi, alla fine, lasciarci col cuore un po’ pesante, ma arricchito di tanta bellezza. 

 

Jeff Lemire e Emi Lenox (✿◠‿◠)
Jeff Lemire ed Emi Lenox (✿◠‿◠)

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