I Racconti di Shanmei #Vol2

Adoro i racconti. È la dimensione narrativa in cui mi sento più a mio agio quando scrivo. Può sembrare facile, di primo acchito, ma io credo che scrivere racconti efficaci, soprattutto se molto brevi, sia più complicato rispetto al compimento di un romanzo. In un romanzo ci si può permettere di spaziare, di perdersi un po’ in giro, uscire dalla superstrada e inoltrarsi in varie stradine (l’importante, si sa, è saper ritornare sulla strada principale). In un racconto non si può, lo spazio è poco, i tempi sono ristretti. Si deve arrivare al dunque in una manciata di battute. Insomma, la probabilità di scrivere delle schifezze immonde è elevatissima.
Non è il caso di questo grazioso secondo volume de I Racconti di Shanmei. Otto racconti flash, si divorano in un quarto d’ora e soddisfano appieno. L’autrice anonima scrive benissimo e in poche righe è in grado di lasciarti impresso sulla faccia un sorriso ebete, una smorfia di amarezza, un brivido lungo la schiena. 

“E se …
… in una giornata di pioggia una ragazza entrasse in un negozio di antiquario di Shepherd’s Market?
… Asimov incontrasse la famiglia Brambilla?
… una guardia notturna si trovasse ad affrontare una situazione imprevista?
… sotto le bombe si dovessero decidere le sorti di un amore?
… due turisti si perdessero in una tormenta?
… un ragazzino avesse una brillante idea?
… una cucina non fosse esattamente cosa voi pensate?
… uno scrittore giocasse a vedo e prevedo
Otto racconti. Onirici, surreali, un po’ noir. Niente di più.”

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Niente di più, dice. Io ritengo che ci sia molto altro. Il primo racconto: “Il negozio dell’antiquario” è sorprendentemente avvincente. Due personaggi danno vita a una conversazione improbabile che si svolge tutta dentro un inquietante negozio. Veloce, potente, con un finale inaspettato. Questo è il ritmo di tutti i racconti, anche se di tenore diverso. Ogni storia è a sé e viaggia da sola. Se avete voglia di una lettura rapida e frizzante per l’estate, I Racconti di Shanamei è l’ideale. 
“Lily, devo dirti una cosa. Spiacevole”
“Cosa?”
“Mia madre si oppone al nostro matrimonio”
“Tua madre?”
“Lo so, è assurdo, ma è anziana e vive con me. Se restassimo amici?”
“Per incontrarci il giovedì pomeriggio e andare al cinema?”
“No, certo. Abiteremo in case separate, ma per noi sarebbe come essere sposati. Accetteresti?”
“Ma certo che no. Cosa direbbe la gente? Che sono la tua amante. È questo che vuoi che si dica di me?”
“La gente…” disse spazientito “ma che importanza ha cosa pensa la gente?”
“Che importanza ha cosa pensa tua madre, allora?”
Il rumore dell’allarme antiaereo concluse il loro litigio. Dovevano correre al più vicino rifugio…
(“Conseguenze”)34fc86c8c45f4cae56ddf276e86e9d0f
L’unica pecca, per quanto mi riguarda, è che sono veramente troppo pochi. Mi piacciono così tanto che altro che otto, ne avrei voluti almeno ottanta. Ma l’autrice è al suo secondo volume, ciò mi fa ben sperare che presto ne sfornerà altri.
Avanti così, grazie.
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