Il ricordo di un uomo bellissimo: Chris Cornell

Non ho molto da dire in merito all’improvvisa morte di Chris Cornell (Temple of the DogSoundgardenAudioslave), se non che è stato uno shock. Cornell aveva solo 52 anni quando si è impiccato al MGM Grand Detroit Hotel l’altro ieri. Suicidio, quindi. E ogni volta che sento questo termine, mi irrigidisco. Se poi è associato alla morte di una persona che, in qualche modo, ha fatto parte della mia crescita, il cuore mi si frantuma e mi viene da vomitare.

 

Chris Cornell e Eddie Vedder

Sapete, quando è morto Bowie ho pianto una settimana, circa. Anche quella è stata una morte improvvisa, non avevo idea che fosse malato. Ma nel caso di Chris è successo qualcosa di diverso dentro di me. Prima che circolasse la notizia del suicidio, dentro di me lo sentivo. La conferma mi ha mandato in pezzi. Succede quando qualcuno di importante per te decide di uccidersi. Non intendo ritornare su vecchi discorsi già fatti, ovvero sulla sofferenza che in molti trovano inadeguata verso la morte di personaggi famosi. Non è necessario ribadire che è un discorso ignorante, vero? Benissimo. Quello che ci tengo a dire oggi è che di inadeguato c’è ben altro, nel fantastico mondo di internet. Nel mondo di Facebook, nello specifico.

Ieri sul mio profilo ho scritto questo: 

 

“Sapete che l’ironia sulla morte delle persone, anche se famose, è proprio sgradevole? Certi status-battute sempre uguali per ogni occasione, raccontano molto di voi. Di quanto siete tristi e privi di fantasia, peraltro. Andate a scopare, che vi passa tutto.
Ciò detto, è una morte che mi addolora tantissimo. Cornell era un figo e sempre lo sarà.”

 

Ho letto parecchie volte commenti che pretendono di far ridacchiare in merito alla morte di personaggi famosi. Ho sempre pensato che fosse un atteggiamento puerile e disturbante (nel vero senso della parola). L’ironia sulla morte non è la stessa cosa dell’ironia su una persona morta. Sono due livelli diversi. Direi agli antipodi. Se non riuscite a capirne la differenza, vi compatisco. 

 

Chris Cornell, oltre a essere un uomo con una voce imparagonabile, di una figaggine estrema e bello bellissimo, era un uomo che lascia tre figli e una moglie. Lascia una famiglia. Cosa c’è, esattamente, da ridere?

 

Chris e la prima figlia Lillian Jean, avuta dalla prima moglie Susan Silver

Io sono tra coloro che amava molto gli Audioslave. Vi auguro un buon week end con uno dei pezzi più belli di sempre. 

 

Immagine anteprima YouTube

 

E con una scena dal film Collateral, di Michael Mann, che ieri la mia amica Lucia ha postato e mi ha ricordato quanto la voce di Cornell e la sua musica abbiano inciso in modo indelebile in tutto ciò che per me è importante. 

 

Immagine anteprima YouTube

 

See you soon, uomo stupendo.

 

 

 

(Chris Cornell, Seattle, 20 luglio 1964 – Detroit, 17 maggio 2017)

2 commenti

  1. Io sto ancora senza parole e incredula da ieri. Ho sperato fosse stato “solo” un malore. Scoprire che si è suicidato, che la propria morte l’ha voluta e costruita, fa ancora più male, cazzo! 🙁