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Per scongiurare la fuga dei cervelli, azzeriamoli

Articolo di Rossella Giovanelli Guerrini

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Difficile avere il giusto distacco quando un argomento ci tocca da vicino (persino per me, maestra per puro caso e senza nessuna vocazione) e ammettiamolo, parlar male del Governo e delle sue scelte equivale invariabilmente a sparare sulla croce rossa, però difronte al recente decreto per modificare l’esame di maturità non si può restare indifferenti: non ci sarà più l’obbligo di avere la sufficienza in tutte le materie per accedervi, inoltre verranno eliminate la terza prova e la tesina da portare all’orale.

La direttiva dev’essere stata, mi pare lapalissiano, semplificare tutto al massimo in modo da rendere questo “rito di passaggio” a prova di demente e l’obbiettivo è quello di allevare (sì sì, allevare, proprio come si direbbe parlando di bestiame) generazioni di cittadini ignoranti e di conseguenza più manipolabili.

Del resto, già alle elementari c’è il veto ufficioso di bocciare chiunque; si promuovono tutti indistintamente per tre motivi:

  1. per liberarsi il prima possibile dei casi più difficili (poi, se vorranno, ci penseranno alle medie a bastonarli, l’importante è scaricare la patata bollente a qualcun altro);

  2. perché così nelle statistiche europee possiamo millantare di avere dei rendimenti scolastici eccezionali ed ottenere quindi ulteriori fondi;

  3. perché, costa ammetterlo, si ha paura dei genitori d’oggi, gente che troppo spesso fa dell’arroganza e della prepotenza la propria bandiera ed ha reazioni spropositate di fronte ai fallimenti della prole mettendoci un niente a passare dalle parole grosse, alle minacce e infine ai fatti.

Un numero crescente di restrizioni e divieti sono stati imposti dall’alto negli ultimi anni agli insegnanti che si sono visti sottrarre l’autorità e il rispetto del loro ruolo a vantaggio di studenti sempre più svogliati e maleducati e di genitori che non intendono preoccuparsi per l’andamento scolastico dei figli. Invece di aspirare all’eccellenza, di premiare il miglioramento personale, di suggerire l’idea che non bisogna accontentarsi, ma puntare in alto, la scuola italiana attualmente promuove la mediocrità, incentiva la deresponsabilizzazione e fa sì che in un Paese come il nostro, che non conosce la meritocrazia, chi studia e prende ottimi voti venga visto come un coglione.

 

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Sia chiaro, qui non si tratta di fare del complottismo, poiché l’intento di demolire il sistema scolastico pubblico a favore di quello privato sembra piuttosto evidente; ci sono già riusciti con successo con quello sanitario, creando malati di serie A e malati di serie B e addomesticandoci all’idea che sia normale avere prestazioni mediche di qualità solo se ci si rivolge a specialisti privati. Non sappiamo più quali siano i nostri diritti di cittadini, frastornati dalle chimere promulgate da un populismo delirante e delusi da un succedersi di governi-aziendalisti che hanno percorso a rotta di collo la china verso il baratro dell’antipolitica.  

È uno stillicidio quotidiano che a mio avviso è iniziato tempo fa (molto prima di Renzi, per intenderci) e che viene perpetrato alla luce del sole, ecco perché ci si sente doppiamente impotenti e ci si aspetta sempre (inutilmente) che qualcuno intervenga a salvarci. Ci sorprendiamo a dire “Ma mica è possibile che facciano davvero una cosa simile!” e invece sì, la fanno eccome. E possono farlo perché i più stanno a commentare su Facebook quanto sia scandaloso che lo Stato dia agli immigrati 40€ al giorno e li mantenga negli alberghi di lusso della Costa Smeralda.

Dovremmo essere un popolo di bufali inferociti e invece siamo un popolo di bufale rancide.

Ecco perché.