Momento divertissement: Pretty Little Liars

“Per favore, Jenna non può sentirci, è cieca!” (una delle tante perle di Hanna)
Mona, Alison non si toglierà mai dai cojones.
Non ci girerò molto intorno. Pretty Little Liars è, dal mio modesto punto di vista, la serie TV divertissement per antonomasia. Serie da femmine, direte voi. Serie sciocca e oblunga, il più delle volte insensata e patinatissima, che mescola più generi creando un pastrocchio dall’identità pittoresca. I più autorevoli diranno semplicemente che fa cagarissimo.
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RATTER

Dopo una serie di ciofeche, delusioni cocenti, mestizie cinematografiche varie ed eventuali, mi imbatto in Ratter, quello che presumevo essere un horrorino senza pretese, rivelatosi invece una grande sorpresa.
Vi dico subito che l’ho visto prima della mia amica Lucia Patrizi (colei che tutto sa del pianeta horror), la quale non ne sapeva l’esistenza e la cosa mi ha fatto esultare tipo così: 
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Lo so, lo so. Sono una persona molto matura.
Ma veniamo al film, che è del 2015 e che si sono filati in quattro anime, nonostante ci sia Ashley Benson. Il regista è Branden Kramer, al suo esordio con un lungometraggio e la trama è presto detta: Emma si trasferisce a New York per studiare economia, è carina, alla mano e come la maggior parte di noi comuni mortali vive perennemente connessa col suo smartphone e il suo portatile, anche perché ha la famiglia lontana e si è appena stabilita in una grande città da scoprire. Qualcuno le hackera il cellulare, uno stalker che la perseguita.
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