Ho vinto un premio e me ne vanto

Ve ne sarete accorti (o forse no), ma il blog sta subendo delle considerevoli modifiche. Prima di tutti, d’immagine. La metamorfosi estetica non comporterà cambiamenti drastici di contenuti, ma è necessaria per comunicare meglio coi miei lettori e, se possibile, attirarne altri. È un lavoro che ha richiesto parecchie riflessioni (grazie Laura, amica mia esperta di marketing) ed è in divenire. Lo so, sono lenta che il bradipo di Zootropolis in confronto è Speedy Gonzales. Ma questo, ormai, dovreste già saperlo.
Questa premessa serve per dirvi che, nonostante non scriva sul blog (se avete notato, ora si chiama Secondo Kara Lafayette proprio come la sua pagina Facebook – e la celeberrima citazione del brano di De Andrà resta l’imprescindibile sottotitolo), quelle anime gentili facente parte dei CineFatti mi hanno assegnato un premio: il Liebster Award. Un premio che funge da passaparola per conoscere altri meritevoli blog e, evidentemente, secondo CineFatti, il mio lo è. Per cui grazie Francesca, Fausto & co.
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Eresie atomiche

Ho scoperto che l’internazionalità di un dato, un prodotto, un comunicato e via dicendo, possono essere considerati tali semplicemente dicendolo. Ad esempio, se io dico che il mio blog è riconosciuto a livello internazionale e lo dicono in giro anche quattro amici al bar, allora è vero.
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Mica conta se è un’affermazione priva di fondamento, l’importante è bullarsi. L’importante è trollare. Vi ricordate?
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L’amicizia attraverso le rotaie

Questo simpatico articolo (che vi invito a leggere prima di proseguire) racconta, in breve, di quanto più le persone facciano parte della propria vita, e meno siano interessate e attente a ciò che produci artisticamente. Sono d’accordo, ho avuto pure io più riscontri non appena mi sono distanzia dalla cerchia ristretta. Per ora bene così, dopotutto sono l’ultima degli ultimi appena arrivata a scassare i marron glacé, sperando di proseguire di buona lena e trovare lettori fissi. La cerchia ristretta di cui parla, cioè gli amiketty con cui sei cresciuto e con cui esci nei fine settimana, ti conosce troppo bene. Quel troppo, in un certo senso, delimita un certo spazio in cui i tuoi amici pensano e ti dicono:
“Ehi, lo so che c’hai un blog (cazzo, invece quando me l’hai detto pensavo a quel messaggio vocale idiota che mi ha ammazzato dalle risa!), lo so ben che scrivi ebook e che fai le vignette. Lo so, lo soooooo! Quando andiamo a mangiarci una pizzetta?”
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