Il Prosivendolo: Di bestia in bestia

Con Il Prosivendolo, diamo inizio alla nuova rubrica appartenente all’ormai noto Nicola Laurenza. Una volta al mese ci delizierà della sua infinita cultura. Quindi, bando alle ciance.

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Inizia come un romanzo di Verne, prospetta una vampirintica vicenda stokeriana, però la dissolve per entrare nei territori del gotico alla Poe o alla Shelley
Di bestia in bestia, romanzo d’esordio di Michele Mari datato 1989 (quando ancora era solo un linguista e filologo, e si vede), è un animale raro anch’esso. Una belva imbizzarrita che invece di farsi cavalcare docile ingaggia una sfida col lettore, costretto a stargli dietro e a cercare di domarlo.
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Momento divertissement: Slasher [la serie]

È ora di ritornare a fare quella cosa terrificante che è lo sport. So di non essere la sola a provare ansia/terrore/fastidio nel mettere in moto il proprio corpo in mezzo alle persone. Quindi, palestra o corsi sono una specie di idea balzana. Allo stesso modo, se ci aggiungiamo la pigrizia assoluta nell’uscire di casa, finisce che il massimo dell’attività fisica sia correre in bagno quando ti viene lo squaraus. Tutto ciò per ricordarvi che la cyclette è un’ottima soluzione, soprattutto se si scelgono delle cose da vedere distraendosi dalla fatica della pedalata. Pertanto, eccoci tornati al momento divertissement!
Oggi vi parlo di Slasher (che potete tranquillamente guardare sul divano o nel letto, come ogni cosa che vi suggerisco di vedere. Io non vi giudicherò mai).
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Momento divertissement: Pretty Little Liars

“Per favore, Jenna non può sentirci, è cieca!” (una delle tante perle di Hanna)
Mona, Alison non si toglierà mai dai cojones.
Non ci girerò molto intorno. Pretty Little Liars è, dal mio modesto punto di vista, la serie TV divertissement per antonomasia. Serie da femmine, direte voi. Serie sciocca e oblunga, il più delle volte insensata e patinatissima, che mescola più generi creando un pastrocchio dall’identità pittoresca. I più autorevoli diranno semplicemente che fa cagarissimo.
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Pronti per un nuovo racconto horror?

“Per Miriam, trentacinquenne infelice, una festa anni ’80 può essere motivo di rivalsa verso un’irritante collega. Per qualcun altro, un motivo per uccidere.

Novelette horror dall’humor nero, ambientata in Alto-Adige.”

Si pensa, erroneamente, che il racconto sia il fratello minore, e magari un po’ sfigato, del romanzo. Certamente il romanzo ha intrinsecamente ambizioni più alte, comporta un’enorme mole di lavoro, pazienza, dedizione. Ma, per ora, il racconto (breve, soprattutto) è la dimensione narrativa in cui mi sento più a mio agio.

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