Come sarebbe la tua vita se non potessi sorridere?

Per rassicurarvi sul fatto che non sono morta (chi segue Melange sa che sono viva e in forma), aggiorno il blog per annunciarvi l’arrivo di un libro delizioso.
Il bambino che non poteva sorridere, di Laura Stenico (già che ci siete, potete dare un’occhiata al suo primo romanzo, un brillante divertissement). Questo racconto per bambini l’ho illustrato io, con grande gioia.
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Momento divertissement: Final Space

Non so quanti ti voi apprezzino, come la sottoscritta, le serie da una ventina di minuti a episodio. Io le trovo perfette, soprattutto quelle animate, perché si prestano a svariati momenti della giornata. Mentre si fanno rapidi pasti, si attende che lo smalto si asciughi, si secca la maschera all’argilla depositata sulla faccia, o si fa della ginnastica senza impegno. I venti minuti sono l’ideale per tutto un po’. E se, eventualmente, la ginnastica la volete fare seriamente, non vi fidate dello smalto, lo stomaco brontola ancora e l’argilla ha bisogno di più tempo, guardatevi due episodi. 
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Il Prosivendolo: Ready Player One

Nel 2045 il mondo è preda di una irreversibile crisi energetica e climatica. Le popolazioni vivono tra cataste di automobili, in enormi assembramenti di baraccopoli – in pratica dei container posizionati l’uno sopra l’altro come degli enormi Lego arrugginiti. Se della realtà non ci è rimasto che il deserto, tanto vale vivere in una oasi virtuale che ci faccia dimenticare il mondo circostante. Questo posto esiste, si chiama OASIS ed è stato creato dal mitico programmatore James Halliday. OASIS è un mondo virtuale ispirato all’immaginario pop anni ‘80 a cui chiunque può accedere con l’uso di visori, guanti e tute predisposte – e in un mondo dove non esistono più neanche i cellulari, la condivisione di esperienze passa tutta da lì.
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La crisi [BoJack Horseman – quinta stagione]

“Non esistono persone cattive o persone buone. Siamo solo… persone, che a volte fanno cose cattive e a volte cose buone. Possiamo cercare di fare meno cose cattive e più cose buone, ma non sarai mai buono perché non sei cattivo. Devi smetterla di usare questa scusa.”
È molto difficile per me parlare di BoJack, questa volta. Non perché non ci sia molto da dire, anzi, tutt’altro. Non esiste niente di più complesso e profondamente intenso di questa serie televisiva animata, attualmente. E, per quanto mi riguarda, non c’è attore in carne ossa che possa competere con questo cavallo antropomorfo. Vorrei partire proprio da questo.
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