Il Prosivendolo: Loro

“Non ho paura di Berlusconi in sé, ho paura di Berlusconi in me” (Giorgio Gaber)
E il signor G. ci aveva visto giusto. Volendo, Sorrentino avrebbe potuto iniziare la sua ultima fatica con questa citazione; ha preferito invece quella di Giorgio Manganelli (“Tutto documentato, tutto arbitrario”) usata dallo scrittore italiano nella prefazione al suo bellissimo libro parallelo su Pinocchio. Forse sarebbe stato un gioco a carte troppo scoperte, o magari è più adatta quella del Manga a definire la natura paludosa, “mimetica” e squallida di Loro.
Sorrentino, sempre meglio precisarlo, non va mai snobbato – come la sinistra ha fatto da sempre con Berlusconi; resta il regista italiano capace più di tutti di coniugare cinema e letteratura dai tempi di Elio Petri. La traccia da cui partire è proprio questa iniziale.
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Bisogna trovare le parole giuste

In Palombella Rossa, Nanni Moretti l’aveva urlato e spiegato con una certa decisione:
“Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!”
Un concetto che possiamo estrapolare dal film di Moretti e inserirlo al di fuori di quella specifica situazione, rendendolo universale. Sembra scontato, ovvio, ma non è così. A tal proposito, ho trovato curiosa la scelta del termine branco quando si vuole parlare di un gruppo teoricamente positivo.
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Brutti ma ganzi: PAUL GIAMATTI

“Crescendo non sapevo dove fossi diretto, tranne che per la tomba o forse per lo scarico. Ho vissuto il desiderio di fare molte cose, ma recitare non era una di quelle. Non sapevo davvero cosa avrei fatto fino a dopo la morte di mio padre. Entrare nel mondo della recitazione è stata una sorpresa per me come per chiunque altro, e sono stato ancora più sorpreso di scoprire che potevo guadagnarmi da vivere facendolo.” (Paul Giamatti)
Esiste qualcuno in questo mondo di ladri che non conosca Paul Giamatti? Non credo, ma forse non tutti sanno che l’ultima cosa che avrebbe pensato di fare nella vita fosse fare l’attore. Eppure è successo, e per fortuna, diciamolo. Perché Giamatti è uno dei più grandi interpreti del cinema, un grandissimo caratterista, sia comico che drammatico che cazzaro. E da queste parti gli si vuole un gran bene.
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ANDAMENTO LENTO

Qualcuno, forse, si sarà accorto che da un po’ il blog va a rilento. Non più due post a settimana (il martedì e il giovedì), al momento vado online solo il martedì.
Molti sono i motivi, quello principale è la mancanza di tempo libero, come sempre accade nei periodi frenetici. Attualmente le cose stanno così, anche in vista dell’estate, il mio motto sarà andamento lento.
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Il Prosivendolo: Lanark

Prendete Ritratto dell’artista da giovane di James Joyce, ma invece dell’Irlanda trapiantate il tutto in una Scozia anni ’50 e ’60 (gli evasori fiscali non apprezzano questo elemento); come protagonista, al posto del nobile e tormentato Stephen Dedalus, immaginate uno squattrinato studente d’arte con problemi psichici sempre più evidenti. Fatto? Bene. Ora unite il romanzo di Joyce allo stile allucinato di Kafka, in particolare quello de Il processo. Con tanto di luoghi surreali dallo spazio deformato e deformante, una società asfissiante, e un protagonista in balìa totale degli eventi.
Bene, grossomodo ora avrete una piccolissima idea di cos’è Lanark dello scrittore e artista Alasdair Gray, il capolavoro di cui non avete mai sentito parlare. Ma non sapete ancora cosa vi aspetta. Proprio no.
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