Aperitivi di libri: li volete tre stuzzichini?

Ho pensato che, come feci a giugno con alcune serie TV, potrei consigliare delle letture senza dilungarmi troppo. Io gli aperitivi li faccio soft, sennò poi non ceno, ma comunque sostanziosi e di qualità. Quindi eccovi qua degli stuzzichini su cosa leggere nel vostro tempo libero. O quando vi annoiate in ufficio. O per i vostri viaggi/spostamenti coi mezzi pubblici. O quando necessitate di troncare di netto una conversazione. Cacciate fuori l’ereader e immergetevi in ottime storie.

Parto con uno dei tanti racconti dell’Italia Doppelgänger creata dall’abile Alessandro Girola: L’altra strada. Vi avevo già parlato di Pegea l’anno scorso, ricordate? Ebbene, anche questo lavoro è gioia vera se, come me, andate ghiotti per le inquietanti storie ambientate in Italia (nello specifico, in Brianza), dove il territorio si respira davvero. Il racconto si legge in un lampo. 
Sinossi: Luciano ha un ultimatum dal suo nuovo datore di lavoro: smetterla coi ritardi, pena il licenziamento per giusta causa.
Peccato che la superstrada per arrivare in ditta sia interrotta da un cantiere che ne rallenta drasticamente la circolazione. Il caldo soffocante di un classico luglio brianzolo e i litigi con la sua compagna rendono tutto più complicato, al punto che Luciano si avvicina pian piano al punto di rottura.
La possibile soluzione è rappresentata da una strada secondaria, situata nel paese di Bulciate Morgora, talmente anonimo e insignificante da essere sconosciuto ai più.
Dopo anni di inagibilità la rampa d’accesso per Bulciate è stata momentaneamente riaperta in seguito ai lavori sulla superstrada, ma nessuno pare volerne usufruire.
Luciano, esasperato dall’ennesima mattinata trascorsa nel traffico, decide di provare quel percorso alternativo.
Ma dove porta realmente l’altra strada?
Cosa troverà oltre il tunnel situato sotto il cavalcavia ferroviario di una tratta che nessuno pare più utilizzare dagli anni ’70?
Cosa o chi ha causato il progressivo isolamento di Bulciate Morgora?
Perché qualcuno ha scritto la parola “Sheol” all’uscita del tunnel, coprendo il cartello segnaletico del piccolo paese della Bassa Brianza?
Luciano è pronto a provare sulla sua pelle il vero significato del proverbio “Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia e non sa quel che trova.” 
La quotidianità di Luciano fa abbastanza schifo. Ho trovato più atroce e insopportabile l’atmosfera della sua vita reale rispetto a quella alternativa, in cui incappa per arrivare in tempo in ufficio. È interessante come Girola riesca a descrivere alla perfezione entrambe le dimensioni, il malessere di Luciano, della sua ragazza Irene, e di chiunque appaia in questa breve storia sinistra (menzione speciale per il barista). Pare di vedere quello che si legge, sembra di sentire addosso l’afa di un luglio noioso e il brivido di un misterioso non luogo. Io, francamente, preferirei stare nel non luogo. 
Il racconto è autoconclusivo.
Molto efficace la copertina, che mi ha colpito subito. Ottimo lavoro di editing. Insomma, leggetelo.
Lo potete trovare in e-book qui.
Proseguo con un esordio: Per l’amor di Asgard, di Marika Paracchini (responsabile del graziosissimo blog Redrumia).
Sinossi: Andrea Neri, undici anni, scappa di casa, stanco delle punizioni della madre. Si rifugia in un boschetto, appena fuori dalla sua città. Qui fa un incontro bizzarro, da cui ha inizio l’avventura dei suoi sogni.
Cambiamo genere e inoltriamoci nel fantasy più puro e genuino. La Paracchini ci delizia con una storia dolcissima e intrigante, stupisce il fatto che sia un esordio. L’autrice sa scrivere, ha padronanza direi sorprendente del mestiere e, con qualche accorgimento in più dal punto di vista dell’editing, il suo prossimo lavoro sarà perfetto. In questo racconto lungo c’è tanto amore per Del Toro e Gaiman, impossibile non venirne travolti. 
Per l’amor di Asgard è un’avventura bellissima, appassionante, divertente, adatta a grandi e piccini. E con quella peculiarità che non tutte le storie di avventura possiedono: quella di lasciarti qualcosa, alla fine. Io terrò per sempre questa storia tra i ricordi e nel cuore, per amore di Andrea.
“Andrea capì che non importa la provenienza, è sempre la perdita di chi si ama a trasformare la vita di chiunque in un inferno, anche nella città degli dèi.”
Lo potete trovare in e-book qui.
Concludo tornando all’horror con Marina Belli e il suo Vento di cambiamento
Sinossi: 23 marzo 1849: mentre l’esercito sabaudo si rifugia a Novara dopo la sconfitta subita per mano austriaca, il Generale Alessandro La Marmora si trova ad affrontare qualcosa di oscuro, che dal campo di battaglia è entrato in città, e a cercarne la fonte, in un’avventura che cambierà la sua vita.
Curioso racconto lungo horror-fantasy (facente parte del progetto di scrittura collettiva “Risorgimento di Tenebra”), ambientato in quello che, francamente, ho sempre ricordato come un periodo storico pallosissimo: il Risorgimento. 
Marina Belli ricostruisce una storia avvincente, originale e inconsueta nella sua Novara, basandosi su riferimenti storici reali, rielaborandoli a suo piacimento. Ne esce un’avventura spaventosa, ma allo stesso tempo narrata con ironia. Ed è questo che ho apprezzato maggiormente.. La Belli costruisce situazioni con un sofisticato humor, soprattutto attraverso i dialoghi. E poi ci sono gli zombie (detti Lazzari), i licantropi, redivive divinità non propriamente amichevoli. Vi divertirete.
Splendida anche la copertina, alla quale va il merito per aver catturato la mia attenzione.
Lo potete trovare in e-book qui.
Allora, aperitivato bene? Fatemi sapere!

2 commenti

  1. Forse arrivo un po’ tardi per gli aperitivi ma, se non ti dispiace, ne approfitto comunque (tra l’altro, Vento di cambiamento l’avevo già comprato non molto tempo addietro) 😉