IL BAMBINO CHE NON POTEVA SORRIDERE

Vi avevo detto che stava arrivando (per chi si fosse perso l’annuncio, eccolo qui) e infatti è arrivato: Il bambino che non poteva sorridere è ufficialmente pronto per essere acquistato, per il momento in versione cartacea. Io l’ho illustrato e condiviso le intenzioni, ma la mente di questo progetto è Laura Stenico, l’autrice, e mi è sembrato opportuno lasciarle lo spazio che merita per spiegarvi nel dettaglio di cosa si tratta.
Ecco a voi: Laura!
**************************************************************
A volte succedono delle cose importanti, che necessiterebbero di una spiegazione e a cui purtroppo una spiegazione non sappiamo dare.
Perché a volte semplicemente un senso non c’è.

Noi adulti facciamo fatica ad accettarlo e i bambini… beh, loro non si accontentano mai, chiedono sempre il “perché” di tutto.
E così ci ritroviamo immersi nei nostri pensieri, cercando di venirne a capo, tentando di alleviare almeno per loro quel senso di impotenza e incertezza che proviamo noi e che ci fa sentire a disagio. 
I miei nipoti hanno perso il loro nonno. Il primo grande lutto, il primo dolore senza senso, quello dalle grandi domande. E io pensavo se ci fosse qualcosa che potessi fare per rendere questo dolore più digeribile o almeno comprensibile. Pensavo e ripensavo a come mi ero sentita io, quando più o meno alla loro età vissi la stessa esperienza. Poi una notte ho avuto l’illuminazione.
Una storia mi è balenata nella mente, una storia divertente, che potesse fare sorridere, ma anche aiutare a comprendere.
Diversi mesi sono passati dalla nascita dell’idea alla stesura de Il bambino che non poteva sorridere. Il compleanno di mio nipote Davide si avvicinava… Quale migliore occasione per darglielo? A otto anni avrebbe potuto leggerlo da solo e meditare tante cose nel suo cuore e nel suo cervellino. Perché è un po’ così che io ho sempre elaborato i momenti tristi della mia vita. Invece lui scelse di farselo leggere dalla mamma, dandomi una bella lezione, non c’è che dire: non si deve affrontare tutto da soli, ci si può fare aiutare da chi ci vuole bene.
In quei giorni le notizie riguardanti i flussi migratori via mare erano costanti. Certe immagini mi avevano toccato nel profondo. La consapevolezza che, dall’altra parte del Mediterraneo, centinaia di persone stessero fuggendo cercando la salvezza in una terra straniera e così diversa dalla loro, rischiando tutto e soprattutto la vita, non mi dava pace. In particolare pensavo ai minori non accompagnati, a quei bambini che viaggiavano da soli, che magari erano poco più grandi dei miei nipoti e che sicuramente si sentivano confusi, impauriti.
Anche loro alla ricerca di un senso che non c’è.
Ma non avevano la propria mamma a leggere loro una storia per aiutarli a comprendere. Erano soli, le loro madri si erano strappate il cuore e avevano deciso di perdere tutto in cambio di una speranza di salvezza per i loro piccoli.
Ho pensato: “Ci sarà qualcosa che posso fare! Ci DEVE essere qualcosa che posso fare…” 
Così ho deciso di autoprodurre il racconto e dare il mio ricavato in beneficenza. Ma un libro per bambini senza illustrazioni non è poi così affascinante. Così mi è venuta in aiuto la mia amica Kara Lafayette. Vedere i miei personaggi che prendevano vita dalla punta della sua matita è stata per me una grande emozione! Insieme abbiamo scelto il progetto a cui devolvere il denaro che raccoglieremo. Si tratta del progetto “Together- Costruiamo insieme il futuro” di Save the Children. Questo progetto è rivolto ai minori non accompagnati e ai neo maggiorenni che sono stati accolti nelle città di Catania, Roma e Torino e che avranno la possibilità di partecipare a programmi di formazione e avviamento professionale. 
Perché possano davvero avere un futuro migliore, quello che le loro mamme sognavano e per il quale hanno fatto il sacrificio più grande.
Qui potete trovare maggiori informazioni sul progetto.
Il racconto Il bambino che non poteva sorridere invece lo trovate in vendita su Amazon in versione cartacea.
Potrebbe essere un bella idea regalo di Natale. Che ne dite, mi date una mano? Acquistatelo, spargete la voce più che potete, lasciate recensioni… Insomma, aiutateci a raccogliere quanto più possiamo. Perché il futuro per questi bambini può essere migliore.
Link cartaceo