Brutti ma ganzi: Andy Serkis

Torna l’amatissima rubrica brutti ma ganzi con protagonista Andy Serkis.
Quando vi ho parlato di Doug Jones ho menzionato, per ovvie ragioni, Serkis. Su di lui le informazioni sono state più complesse, essendo un tipo schivo su cui poco si sa, ma grazie al segugio Davide Mana, possiamo narrarvi qualcosa di interessante.
Partiamo sempre dalle base dell’esistenza: Serkis nasce nel Middlesex nel 1965, da padre ginecologo di origine armena e da madre inglese che di mestiere fa l’insegnante specializzata ai bambini portatori di handicap. La famiglia è cattolica e il cognome era originariamente Sarkisian.
Con Tennant ne Il mio amico Einstein
Il padre lavora frequentemente in medio oriente, per cui Andy e i suoi fratelli passano le vacanze i posti interessanti come Damasco, Tiro, Sidone e Baghdad. Proprio a Baghdad il padre apre una clinica ginecologica, ciò gli causa un arresto durante il regime di Saddam Hussein.
Andy studia arti visive all’Università di Lancaster e lavora per una radio studentesca e come designer nella produzione di varie commedie. Da qui nasce anche la passione per la recitazione, ottiene una laurea con un curriculum non-standard che include recitazione e scenografia, grafica e arte. Prima di dire addio all’università, adatta e interpreta come one-man-show The Tin-Pot Foreign General and the Old Iron Woman, tratto dal fumetto satirico di Raymond Briggs sulla guerra delle Falkland.
Chi gli sta attorno gli consiglia di prendersi una specializzazione, ma Andy ha altro in mente. Dopo la laurea viene assunto dalla compagnia teatrale Dukes, il tempo per studiare non c’è. Per diciotto mesi recita qualunque cosa, da Shakespeare ai contemporanei al cabaret passando per Brecht. Si potrebbe dire che fosse una sorta di specializzazione a tutti gli effetti. Lavora sodo e duramente, negli anni ’90 viaggia per tutta l’Inghilterra interpretando una quantità enorme di personaggi in svariate produzioni teatrali. Appare nel videoclip del brano Woman di Neneh Cherry e realizza uno spot per Greenpeace. Nel 1999 approda alla BBC per interpretare il personaggio di Bill Sikes nella miniserie su Oliver Twist. Nel 2008 è Albert Einstein in Il mio amico Einstein (Einstein and Eddington), film per la TV diretto da Philip Martin, con David Tennant nel ruolo dello scienziato Arthur Eddington (c’è anche Rebecca Hall a fare la sorella di Eddington).
Lo so che è superfluo dirvi che è Smeagol/Gollum
Ma prima dello sceneggiato televisivo, arriva Il Signore degli Anelli di Peter Jackson. Tra il 2001 e il 2003 Serkis interpreta Smeagol/Gollum, diventando una celebrità. Forse più il personaggio che Serkis stesso, ma sta di fatto che con l’enorme successo della trilogia su quel benedetto anello, la notevole bravura di Serkis viene notata. Probabilmente in molti ritengono che Smeagol sia un personaggio interamente creato in CGI, e se è così in molti sbagliano. Il personaggio viene creato attraverso la motion capture: questo metodo permette di catturare i movimenti, ma soprattutto le espressioni facciali di Serkis. Le espressioni facciali, i gesti, la voce, ogni piccolo o grande movimento di Smeagol sono di Serkis. Smeagol è Serkis. Questa particolarità fa chiacchierare i critici che lo propongono agli Oscar come miglior attore non protagonista, ma sappiamo tutti che quell’Oscar non è arrivato.
L’attore ha raccontato di aver avuto l’illuminazione sulla parlata di Smeagol osservando i suoi gatti vomitare il pelo (chi ha un gatto, come me, non faticherà a visualizzare l’immagine e il sonoro) e di parlare spesso come Smeagol quando vuole sgridare i figli (genitori, prendete nota ed esercitatevi).
Serkis riprende successivamente il ruolo di Gollum/Smeagol nella trilogia de Lo Hobbit (in cui figura anche come regista della seconda unità).
Molto divertente e il suo intervento in un famoso show di Stephen Colbert, in cui l’attore legge dei tweet di Donald Trump usando la voce e le movenze di Smeagol (“Il mio tesssssssssssssssssssoro”).
Immagine anteprima YouTube
Nel 2005 gli tocca un ruolo nel King Kong di Peter Jackson (sul quale stenderei un pesante strato di cemento) e nella serie de Il Pianeta delle Scimmie, ma anche il ruolo del capitano Haddock nel TinTin di Spielberg e il Supremo Leader Snoke nella nuova trilogia di Guerre Stellari.
Sulla straordinaria saga de Il Pianeta delle scimmie bisogna spendere due parole. Serkis interpreta la scimmia Cesare e, se non avete visto i tre film, suggerisco di recuperarli tipo ora. È importante per comprendere pienamente il talento di Serkis. Cesare è una scimmia e vale lo stesso discorso fatto precedentemente per Smeagol. Cesare è Serkis. Anche in questo caso si sono smossi mari e monti per far ottenere la statuetta a Serkis, ma all’Academy sono un tantino sordi e ciechi e noiosi, talvolta. Serkis dà vita a uno dei personaggi più complessi, struggenti, intensi e umani visti negli ultimi anni al cinema e lo fa interpretando una scimmia. Vedere per credere.
Cesare
Nel 2011 Serkis ha fondato l’Imaginarium Studios, insieme al produttore James Cavendish. Imaginarium si specializza nello sviluppo di effetti speciali e nella creazione di personaggi utilizzando la Performance Capture Technology. Fra i progetti dello studio, una versione de La Fattoria degli Animali, diretto da Serkis. Su questa trasposizione cinematografica, Serkis ci sta lavorando da almeno sei anni. Per ora sappiamo che approderà su Netflix e che Serkis ci lavorerà insieme a Matt Reeves (regista degli ultimi due film della saga de Il Pianeta delle scimmie). Purtroppo altro non si sa. Non essendo ancora iniziate le riprese, si ipotizzano un altro paio di anni d’attesa. Personalmente la curiosità è tanta. Ma tocca portare pazienza.
Come accennavo poc’anzi, Serkis fa parte di quella categoria di attori più popolari quando sono irriconoscibili, piuttosto che nei suoi ruoli “normali”, che includono film diretti da Mike Leigh e adattamenti di Dickens, fino al ruolo di Hare nel Burke & Hare di John Landis. Sarebbe giusto che il suo vero volto rimanesse impresso nelle memorie collettive, ecco perché meriterebbe un Oscar (com’è accaduto al suo collega Doug Jones, solo di recente). 
Andy Serkis è ateo, è vegetariano, è sposato e ha tre figli. Ha gli occhi turchesi. E secondo me non è poi così brutto, anzi. Ma è, senza ombra di dubbio, ganzo.