Di emicrania e di scrittura: le novità e le certezze di sempre

Le novità per quest’anno, come già vi avevo accennato a luglio in questo post, sono le seguenti:
  • nuovi racconti horror da pubblicare il prima possibile;
  • partecipo al progetto di un’amica illustrando la sua storia per bambini, il cui ricavato andrà in beneficenza;
  • scrivo articoli per la pericolosissima rivista Melange.
Poca roba, direte voi. Non per me, che devo comunque lavorare a scuola, dedicandoci il tempo, le energie e la creatività massimi. Per fare tutto al meglio mi serve tempo, anche perché se mi seguite su Instagram e sulla pagina Facebook, saprete che mi diletto coi disegnini, con le immagini/foto e citazioni (alla mia maniera).
Disegnare, scrivere narrativa e articoli non è facile (anche perché sono cose molto diverse), non è quella faccenda esclusivamente romantica che piace tanto millantare a certi autori nostrani, che di scrittura certo non campano (come non campo io). Chissà perché gli scrittori italiani (non quelli veramente famosi e che possono permettersi di vivere di scrittura) sui social se la tirano così tanto. All’estero mica sono così. Mi tengo il dilemma, sperando di non finire mai impantanata nelle sabbie mobili dell’autocompiacimento. 
Avere un lavoro, per così dire, ufficiale, e scrivere e/o disegnare, è difficile. Anzi, vi giuro che è proprio un casino. Perché si deve combattere costantemente con le proprie magagne (io, per esempio, soffro di cattivissime emicranie che, com’è facilmente intuibile, mi spezzano in due e mi impediscono molte attività, non solo scrivere), gli imprevisti, lo stress. La vita sociale, con amici e familiari, che mica tutti gli scrittori odiano il genere umano. Solo che abbiamo bisogno di solitudine per creare e non tutti lo capiscono. Non tutti le danno valore. Certe volte si dà pure i numeri come Toni Collette in Hereditary per riuscire a incastrare tutto, accettare i mal di testa, di aver scritto schifezze e di aver disegnato peggio di un neonato col pennarello in bocca, per poi riprendere in mano il lavoro con lucidità (lucidità che ti porta a capire che, tutto sommato, non sono le schifezze che avevi giudicato, ma semplicemente delle parti da migliorare CON CALMA). 
Tutto questo pippone per dirvi che Kara cercherà di stare concentrata (questa è l’ultima volta che parlo di me in terza persona, GIURIN GIURELLO). Il blog va avanti con le solite rubriche (confermata la partecipazione straordinaria – nel vero senso della parola – del Prosivendolo Nicola Laurenza) e vediamo se me ne vengono in mente di nuove. Perché è bello cambiare, è bello nomadare* (anche, se non soprattutto, con la mente).
Capito come? (dal mio profilo Instagram ^^)
Per ora, come avete potuto notare, inizio soft, con un articolo a settimana – il giovedì – qui sul blog, e comunque mi potete leggere su Melange.
Perché sono un diesel.
Quindi, statemi vicino. 
“Gli incompresi si dividono in due categorie: le donne e gli scrittori.”
Così diceva Balzac. Tenendo presente che sono una donna che tenta di scrivere, c’è bisogno di tanto sostegno.
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Passate parola, condividete, partecipate. Basta davvero poco.
*#andiamoanomadare è stato l’hashtag dell’estate, ci tengo a farvi sapere che il copyright è mio e che gli altri sono copioni 凸(¬‿¬)