La cantina – la novelette natalizia

Mentre mi ingobbivo sul divano con le gambe incrociate a disegnare la storia scritta da Laura (io non so cosa sia una scrivania e infatti ho la cervicalgia acuta), scrivevo anche una nuova novelette horror. È davvero molto divertente disegnare una fiaba e al contempo scrivere un horror, magari un giorno potrei fare viceversa. Ma, fantasie a parte, tra una cosa e l’altra (che vale a dire tra un casino e l’altro) La cantina ha finalmente preso la sua forma definitiva.
Di che parla questa storia dell’orrore?
Ecco qui la sinossi che trovate su Amazon:
“Venerdì 15 dicembre. Betty, Debora, Astrid e Susanna sono costrette a fermarsi oltre l’orario di servizio per organizzare la festa di Natale nella scuola dell’infanzia “Il boschetto fortunato”. Una scocciatura per tutte e quattro le maestre, non proprio in buoni rapporti, che può trasformarsi in un delirante incubo.
Una novelette che mescola sovrannaturale e splatter, una strenna natalizia che ci riporta nell’insolito Alto Adige di Kara Lafayette: un luogo speciale, vibrante, il miglior posto in cui vivere. E morire.”
La gestazione è stata elefantica, ammetto di aver pensato più volte di rinunciarci. Desideravo da tempo ambientare un horror in una scuola dell’infanzia, ma allo stesso tempo ne temevo il risultato. Volevo comunicare la fatica di questo mestiere, spesso concepito come divertente e basta, perché tanto coi bambini si gioca e nulla più; mi premeva far emergere i personaggi come persone, con il loro bagaglio di accumuli vari, non solo come maestre in grembiule e ciabatte. Non so se ci sono riuscita, ma spero di aver trasmesso l’umanità delle protagoniste, tra una frattaglia e l’altra.
La storia si svolge in pieno periodo pre-natalizio, potrebbe essere una lettura alternativa durante le festività più zuccherose dell’anno.
Se sono riuscita ad arrivare al dunque con La cantina, devo ringrazio i miei amici, vicini e lontani, che mi continuano a motivare e incitare. Un grazie speciale a Giordano Efrodini, che ha realizzato la copertina, assecondando con pazienza i miei “Sì, ma… Sì, però…”. A Lucia Patrizi, beta lettrice e amica entusiasta, che mi ha convinta di aver scritto una bella storia. E, ovviamente, a quel bruto di Germano Hell Greco, che ha ribaltato il racconto come un calzetto, aiutandomi a non demordere, come solo gli editor migliori sanno fare. E anche perché mi ama, va detto.
Ultimo, ma non ultimo, Rollo. Che ogni qual volta mi metto al computer per scrivere, lui mi ignora e si posiziona sopra Germano: grazie, ti voglio bene anch’io, cretinetti.
Questa volta ho realizzato anche la versione cartacea oltre che quella digitale, sperando di accontentare un po’ tutti.
Qui sotto il link per l’acquisto:
Ebook e cartaceo.
E mi raccomando, leggetela e lasciatemi le recensioni su Amazon, che è l’unico modo per stimolare la stesura di nuove storie ed emergere dalla palude.
Mi fido di voi, perciò grazie, anticipatamente.

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