Momento divertissement: aperitivi di serie TV

Bene, l’estate è arrivata con tutto il suo carico di afa e di ascelle puzzolenti già alle 7 di mattina. Gioisco perché la scuola è finalmente finita e… Mare, profumo di mareeeeeeeee! ♪♪♪
Il blog, come ormai sapete, ha rallentato un pochino e in questi mesi estivi sarà decisamente altalenante, visto che, per buona pace di salveenee, io in estate divento nomade.
Ciò non toglie che mi farò le mie scorpacciate di serie TV, film e letture varie. Nel frattempo, ho pensato di consigliarvi un assaggio di divertissement, come se stessimo facendo un aperitivo al bar della spiaggia (è lo stesso se state ancora al lavoro, mettete in ferie il cervello!).

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Incominciamo con una serie fantasy intelligente e spensierata: The Good Place. Il mio amico Davide ne ha parlato ampiamente qui, leggete, grazie. Fatto? Perfetto. Non so che rapporti abbiate con la filosofia, quando andavo a scuola era una delle mie materie preferite e avevo una particolare passione per i filosofi tedeschi. Kant viene citato moltissimo, per esempio, poiché i dilemmi della vita quotidiana hanno tutti un intrinseco pensiero etico e morale di fondo, che possono essere dal “dove butto questo sacchetto pieno di immondizia non differenziata” al problema del carrello ferroviario formulato dalla filosofa Philippa Ruth Foot. Vi sembra una palla micidiale?
Janet ❤
Niente di più sbagliato. In The Good Place si ride molto e di gusto e, nel frattempo, gli ingranaggi del cervello si muovono e formulano con naturalezza pensieri di fondamentale importanza. E ve l’ho già detto che si ride un casino? La prima stagione la trovate su Netflix, la seconda, ahimè, ve la dovete procurare per vie traverse, oppure aspettare pazientemente che mamma Netflix la inserisca. 
La terza è stata confermata. Tredici episodi da venti minuti, scivola via come il carrello della spesa (poi capirete). E poi ci sono dei personaggi ai quali è impossibile non voler bene (oltre a Michael e Eleanor Shellstrop, interpretati da Ted DansonKristen Bell, ci attaccheremo come cozze agli scogli a Jianyu Li/Jason, Tahani – personaggio che meriterebbe una riflessione a parte, vedremo -, Chidi. E, soprattutto lei: Janet. Io voglio una Janet. Con tutto il cuore. 
Guardate questo fantasy nell’al di là, senza elfi, draghi, fate, ma con qualche demone ben vestito e tanti colori pastello e yogurt. Perché, come vi direbbe Kant: “La moralità non è propriamente la dottrina del come renderci felici, ma di come dovremo diventare degni di possedere la felicità.” Non lo sapete ancora, ma ne avete di sicuro bisogno.

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Sempre su Netflix, non indugiate troppo e guardatevi Happy! Commedia nera dalle sfumature fantastiche dove se le danno di brutto. Happy, un unicorno blu coi dentoni carino da matti, è l’amico immaginario di una dolce bambina rapita da un sudicio Babbo Natale con dei seri problemi psichici. 
Happy appare a Nick Sax (ma quanto è bravo Christopher Meloni?), dopo un bel infarto. Il perché e il percome non ve lo posso dire. Vi basti sapere che c’è un cattivo, Francisco Scaramucci, che indossa i classici maglioni natalizi, interpretato da un ottimo Ritchie Coster. Ma di cattivi squinternati è pieno, travestiti da insetti o torturatori pazzi, ne avete l’imbarazzo della scelta. Vi divertirete parecchio. Anche perché se avete apprezzato quella meravigliosa follia di Crank, siete in una botte di ferro (la regia è, infatti, nelle mani di Brian Taylor). La serie è stata creata anche da Grant Morrison, autore del fumetto. Otto episodi da 45 minuti (qualche allungamento di brodo c’è, ma sorvolerete tranquillamente) e amerete Happy con tutto il cuore. Arriverà la seconda stagione. Happy!

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Over the Garden Wall è una miniserie animata che trovate su Netflix, creata da Patrick McHale per la Cartoon Network Studios. Se, come me, amate pazzamente Adventure Time, siete sicuramente ben predisposti a farvi un giro nella foresta insieme ai due fratellastri Wirt e Greg e al rospo Jason Funderburker. 
Qui attraversiamo le classiche tematiche della fiaba e in ogni episodio (dalla durata di 10 minuti), dove i nostri eroi dovranno affrontare situazioni spaventose e grottesche, con sagacia e ironia. In poco più di un’ora (11 episodi – 10 più il pilota) vi troverete ad aver a che fare con zucche parlanti, ambigui taglialegna, cavalli col rossetto, la Bestia. E tante altre stramberie, inquietanti e buffe. E come ogni fiaba che si rispetti, i due fratellastri impareranno molto su loro stessi attraversando la fitta e oscura foresta: metafora intramontabile. Dolcissimo e molto, molto divertente. 

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Chiudo con Into the Badlands, serie di fantascienza, avventura e azione. La prima stagione di 6 episodi da 45 minuti la trovate su Amazon Prime Video. Le altre… Anche. Yeah! La seconda composta da 10 episodi e la terza da 16. Questa serie è l’ideale se avete voglia di vedere gente che si pesta e si ammazza con eleganza a colpi di spada et similia, personaggi di spessore, soprattutto femminili e un cattivo che più cattivo non si può.
Ho quasi finito la prima stagione, per cui non posso dirvi molto se non che non intendo mollarla, essendo stata completamente circuita da un intreccio narrativo stuzzicante e da un gruppo di personaggi che hanno, evidentemente, molto da dire. E poi so che nella seconda stagione arriva Nick Frost, pare abbia imparato l’arte del combattimento egregiamente. Muoio di curiosità.
“Le guerre divamparono in un passato che nessuno ora ricorda più. Paura e oscurità governarono fino all’avvento dei Baroni, sette uomini e donne che forgiarono l’ordine dal caos. La gente si rivolse a loro in cerca di protezione, ma la protezione divenne schiavitù. I Baroni bandirono le armi da fuoco e crearono armate di guerrieri conosciuti come i Falciatori. Questo presente è nato dal sangue. Qui nessuno è innocente. Benvenuti nelle Badlands.”
Siamo in un futuro dall’equilibrio precario. Un futuro rosso papavero.
Per saperne molto, ma molto di più, leggete qui
Ecco tutto. Divertitevi, intelligentemente.

2 commenti

  1. The Good Place ancora mi manca, anche se me la stanno consigliando praticamente tutti e quindi me la recupererò senza dubbio. Di Into the Badlands ho visto due puntate ma non mi hanno spinto ad andare avanti. Happy… merita senza dubbio! 🙂

    1. Perdona il ritardo, ma sto “nomadando”! 😀
      Per quanto riguarda Into the Badlands ti consiglio di non mollare. Quando arrivi alla seconda stagione capirai meglio il contesto e la situazione in cui vivono i protagonisti. E poi arriva Nick Frost in salopette. Provaci!