Momento divertissement: Final Space

Non so quanti ti voi apprezzino, come la sottoscritta, le serie da una ventina di minuti a episodio. Io le trovo perfette, soprattutto quelle animate, perché si prestano a svariati momenti della giornata. Mentre si fanno rapidi pasti, si attende che lo smalto si asciughi, si secca la maschera all’argilla depositata sulla faccia, o si fa della ginnastica senza impegno. I venti minuti sono l’ideale per tutto un po’. E se, eventualmente, la ginnastica la volete fare seriamente, non vi fidate dello smalto, lo stomaco brontola ancora e l’argilla ha bisogno di più tempo, guardatevi due episodi. 
Per la rubrica divertissement, con grande giubilo vi comunico che Netflix farà, sì, dei film sempre più mediocri, ma con le serie ci azzecca sempre che è un piacere (o almeno quelle che scelgo di vedere io). Ultima, ma non ultima, naturalmente, che ho avuto il piacere di guardare è la serie animata Final Space. La serie fantascientifica, creata da Olan Rogers e David Sacks, nasce per l’emittente televisiva americana TBS, per poi essere distribuita internazionalmente da Netflix. 
La storia narra le vicende di Gary Goodspeed (o IL Gary), un improvvisato astronauta, condannato a una pena di cinque anni da scontare rinchiuso in una navicella spaziale dotata di IA di nome HUE. La premessa è interessante, perché abbiamo un tipico antieroe, buffo e simpatico, ma senza un vero scopo nella vita, che combina un guaio enorme solo per far colpo su una ragazza. Nel corso della reclusione, IL Gary patisce la solitudine, la quale lo porta a socializzare col frigorifero, piuttosto che con KVN, il robot più sciocco mai concepito. Verso la fine della detenzione, IL Gary incappa in uno strano alieno verde distruggi-pianeti, che decide di chiamare Mooncake (come il bruco che il padre gli aveva regalato da piccolo, prima di morire). Quell’incontro lo porta a vivere un’incredibile avventure intergalattica, diventando protagonista assoluto, insieme ai suoi compagni Avocato, Little Cato, Quinn Airgone, HUE e perfino KVN. Lo scopo iniziale è proteggere Mooncake dalle losche manine di Lord Commander, ma quando si comprendono le intenzioni del malvagio essere, IL Gary e soci devono combattere la battaglia più grande della loro esistenza: svelare il mistero di dove finisce l’universo (sempre se ci sia davvero, una fine). 
Lo Spazio Finale che cos’è? Cosa comporta, finirci dentro? Cosa contiene? 
La serie è deliziosa per come riesce a gestire la componente drammatica all’interno di una storia di fantascienza apparentemente leggera e divertente. Ricca di personaggi ai quali ci si affeziona subito, chi più strutturato dell’altro, ma tutti con un carattere una personalità ben definiti. L’umorismo e l’ironia fanno sorridere e spesso anche ridere di gusto, grazie ai dialoghi scoppiettanti. Stupefacente come non sia per nulla edulcorato, come invece mi aspettavo, onestamente. Anzi. A un certo punto ci va anche giù un po’ pesante. Si muore, in Final Space, e anche malissimo. Si sta male, si spezzano legami, ci si ricongiunge, ci si perde di nuovo. Nello Spazio Finale. Perché si arriva, a quel punto, IL Gary ci arriva (ogni episodio si apre con lui che vaga, solo, nello spazio, con pochi minuti di autonomia nella tuta per sopravvivere). Come ci arriva, è un’avventura da godersi appieno, tra colpi bassi inaspettati, infarciti di battute e scene nonsense. 
Capiamoci, siamo vicini a una cosa come Firfly (con le dovute e ovvie distinzioni – Firfly è un capolavoro), per come mischia dramma, azione e comicità. E fantascienza. 
Si guarda tutta velocemente, come vi dicevo gli episodi durano una ventina di minuti e sono dieci in totale. La serie è stata rinnovata per una seconda stagione, per fortuna. Ho la sensazione che ci sia ancora molto da dire e, quando l’ho iniziata, non ci avrei scommesso un granché. 
IL Gary, che sembra un po’ il Gary King di Simon Pegg in The World’s Endè doppiato dal suo creatore, Olan Rogers. Avrete il piacere di sentire anche le voci di David Tennant (Lord Commander), Steven Yeun (Little Cato), Ron Perlman (John Goodspeed, il padre di Gary), Fred Armisen (KVN), Tom Kenny (HUE), Tika Sumpter (Quinn Airgone) e tanti altri.
Anche il doppiaggio italiano, secondo me, non è male. E poi Mooncake è così ciccino e tenerello che subito lo si desidera come animaletto domestico. O, alla bisogna, come potentissima arma da guerra contro i cagatori di minchia.
Chi non ne ha? 
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