Stella di Carne [e-book]

“L’acqua buia lo soffoca, cola giù per il naso, gli tappa le orecchie; le gambe annaspano e le mani s’agitano per agguantare un appiglio che sa di non poter trovare. La ferita sulla nocca brucia. 
Anche in quel momento, preda della furia e della paura di annegare, col vomito che gli risale dalla gola, Nico s’accorge di quanto sia calda, l’acqua. E quieta. Nonostante tutto.
Innaturale.
Come quell’ottobre. Che non vuole andare a dormire.”

Chi mi segue da un po’ sa che io e Hell di Book and Negative stiamo insieme. Noi siamo come Sandra e Raimondo (naturalmente io sono Raimondo) e puntiamo a una carriera sentimentale simile. Oggi vi voglio parlare del suo ultimo romanzo, Stella di Carne, e mettere in chiaro una certa questione. “State insieme, ovvio che parli bene dei libri dell’amore tuo.” In parte è assolutamente vero, ma c’è un punto che voglio mettere in chiaro adesso e mai più. Io parlo SOLO di quello che mi piace. Che siano serie TV, film, racconti, romanzi, fumetti, oggetti, personaggi pubblici. È molto raro che mi prenda la briga di parlare negativamente di qualcosa, e non per chissà quale virtù che non possiedo, ma perché semplicemente mi annoio.
Quindi, se ho deciso di parlare di Stella di Carne è perché mi è piaciuto in modo particolare. Il fatto che abbia deciso di farlo oggi è perché Hell compie gli anni! Una sorpresa per lui, che si merita solo cose belle.
Se, dopo questo chiarimento, c’è chi ancora la considera una marchetta, allora può andare all’inferno e smettere di seguirmi (peraltro non ho mai parlato di nessun’opera di Hell fino a oggi, quindi…). Perdonate la premessa prolissa e puntigliosa, ma era doverosa. C’è davvero brutta gente in giro.
Un ottobre caldo e innaturale, un ottobre che non vuole dormire.
Nico è stato scarcerato, ma i suoi amici sono stati ammazzati in prigione.
La dura vita di Taranto non concede tregua, non ha rispetto per nessuno, neanche per i ricordi d’infanzia,
popolati di mostri annidati nel buio delle case abbandonate della Città Vecchia.
Nico ha bisogno di un colpo al cimitero, derubare i morti è l’unico sistema per salvare la sua famiglia dai debiti.
Ma c’è un’alternativa: rintracciare le Sette che operano sul territorio, seguire i loro membri fino a casa,
e rapinarli di tutte le loro ricchezze.
“A quelli li possiamo pure ammazzare”.
Per riacquistare il controllo del suo destino, Nico deve solo prendere una pistola e addentrarsi in un mondo di mostri.
Avete appena letto la sinossi del romanzo. Taranto è una città che io amo e odio allo stesso tempo. La prima volta che sono arrivata (a parte le allucinazioni causate da un viaggio ai confini della realtà) ne ho subito il fascino, attraversando ponte San Francesco, detto ponte girevole. Che bella città, ho pensato, adagiata sul mare. Poi ho visto l’Ilva, ho visto la zona Tamburi, ho visto la decadenza e il malessere di una città bellissima, violentata e abbandonata. Facile parlare male di Taranto. Ma io, da forestiera, me ne sono innamorata a prescindere dalla palese incuria. Il mare inquinato, proprio lì, dove sarebbe meraviglioso passeggiare e farsi un tuffo, per poi rientrare a casa e ordinarsi una puccia, ferisce. Questa è, ai miei occhi, Taranto. La città dove Hell è cresciuto e dove ha ambientato Stella di Carne, che è un horror a tutti gli effetti. Ti proietta senza tante cerimonie in un circuito di violenza e disperazione impossibile da ignorare. Non ce la fai a non sentire addosso lo sporco, il marciume di un luogo dove vivere dignitosamente è sempre più difficile. E, per i protagonisti, pare addirittura impraticabile. È una porzione di Gomorra, con ragazzi perduti, forse arresi a un sistema corrotto e malfunzionante.
Ponte San Francesco, detto ponte girevole
La routine dei protagonisti basterebbe per provare orrore, ma Hell ci aggiunge altra oscurità, che si cela come un male lovecraftiano, pulsante, vivo, tra strani riti satanici, folklore, filastrocche inquietanti. Che raggiunge un epilogo direi inaspettato.
Dal mio punto di vista, Stella di Carne è il miglior lavoro di Hell, ad oggi, insieme a La Signora dei Sogni. Un romanzo da leggere se si è alla ricerca di un horror vero, ben scritto (ma che ve lo dico a fà), zeppo d’amore per una terra speciale. Sì, la Puglia lo è. E lo è anche Taranto. Perché è facile amare la bellezza senza imperfezioni. Ma quando ti innamori di qualcosa di splendido e al contempo difettoso, è per sempre.
“In una calda notte d’estate
mentre la neve cade a secchiate,
me ne sto seduto su uno sgabello
dipinto sul muro con un focherello
Leggo un libro scritto sul niente
quando incontro un morto vivente
Prendo un coltello privo di lama
e lo ficco nel ventre del morto che chiama
E poi lo stendo,
il morto, e lo prendo
e lo getto nel buio più profondo
dove persino la luce se ne resta sul fondo.”
Stella di Carne lo trovate su Amazon in formato e-book, alla modestissima cifra di 3,99 euro.
L’autore ve ne parla qui, andate a curiosare.