Momento divertissement: Aggretsuko

Vi è mai capitato di uscire di casa, per andare al lavoro, in ciabatte? Per me, quando inizia a fare caldo, è una cosa normalissima, visto che considero le Birkenstock perfette calzature per andare a spasso. Ma per Retsuko, l’adorabile e minuta panda rossiccia protagonista di questo strambo anime (personaggio creato da Yeti per la compagnia Sanrio, famosa per averci deliziato con la gattina Hello Kitty) disponibile su Netflix, è un chiaro segnale di stress.
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The End of the F***ing World

“A volte capisci che la cosa a cui miravi potrebbe essere una menzogna. Quando capisci davvero che la cosa potrebbe essere una menzogna da sempre, è come mandare giù un macigno. Ma non ora. L’hai mandato giù anni fa.” (Alyssa)
Alla base dell’insofferenza adolescenziale c’è l’incomunicabilità con gli altri. Con gli adulti, certo, ma anche coi propri simili. James e Alyssa sono due diciassettenni bloccati in una cittadina che detestano, entrambi vivono in famiglie disfunzionali che li hanno portati a credere di essere anormali. James lo chiarisce nell’incipit del primo episodio, sostenendo di essere evidentemente uno psicopatico. Fin da piccolo ha ucciso tanti animaletti e ora aspira a uccidere un essere umano. A scuola incontra Alyssa, (sarebbe meglio dire che lei lo punta, lo aggancia e lo porta via con sé) e insieme decidono di fuggire, rubando la macchina del padre di James.
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La miseria umana di BLACK MIRROR [stagione 4]

Non la farò molto lunga sulla quarta stagione di Black Mirror, che a quanto pare è stata accolta tra pernacchie e lamentele peggio della stagione precedente. In sostanza (quasi) tutti rimpiangono gli esordi british, considerati più coraggiosi, originali, cinici. Pare che la causa del decadimento sia di Netflix, colpevole di aver acchiappato la serie e snaturata.
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DARK (Wann ist Mikkel?) – serie TV

C’è una serie fantascientifica tedesca prodotta da Netflix.
No, dai (penso), non ci credo. Sarà una roba infima, con quelle facce orrende da fiction tipo Il nostro amico Charly. Chiaramente il mio patetico pregiudizio è stato massacrato dal primo episodio, partendo dai titoli di testa – grazie soprattutto alla sigla ipnotica.
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