Momento divertissement: Final Space

Non so quanti ti voi apprezzino, come la sottoscritta, le serie da una ventina di minuti a episodio. Io le trovo perfette, soprattutto quelle animate, perché si prestano a svariati momenti della giornata. Mentre si fanno rapidi pasti, si attende che lo smalto si asciughi, si secca la maschera all’argilla depositata sulla faccia, o si fa della ginnastica senza impegno. I venti minuti sono l’ideale per tutto un po’. E se, eventualmente, la ginnastica la volete fare seriamente, non vi fidate dello smalto, lo stomaco brontola ancora e l’argilla ha bisogno di più tempo, guardatevi due episodi. 
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La crisi [BoJack Horseman – quinta stagione]

“Non esistono persone cattive o persone buone. Siamo solo… persone, che a volte fanno cose cattive e a volte cose buone. Possiamo cercare di fare meno cose cattive e più cose buone, ma non sarai mai buono perché non sei cattivo. Devi smetterla di usare questa scusa.”
È molto difficile per me parlare di BoJack, questa volta. Non perché non ci sia molto da dire, anzi, tutt’altro. Non esiste niente di più complesso e profondamente intenso di questa serie televisiva animata, attualmente. E, per quanto mi riguarda, non c’è attore in carne ossa che possa competere con questo cavallo antropomorfo. Vorrei partire proprio da questo.
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Momento divertissement: Insatiable [e perché non è body shaming]

Inserisco Insatiable nella rubrica divertissement e la faccio breve: la serie TV originale Netflix è divertente, mi ha fatto pedalare come una forsennata per giorni, mi ha svagato il giusto e fatto anche riflettere su alcune questioni. Ma il punto, purtroppo è un altro: la serie, creata da Lauren Gussis, è stata accusata di body shaming, duramente criticata e stroncata ovunque, anche perché non fa ridere. Non che il mio parere conti qualcosa in questo gonfio mondo di massimi esperti cagatori di minchia (sempre presenti, come le ortiche in campagna), ma vorrei proprio dirvi che tutto questo macello precipitato addosso a Insatiable è allucinante e mi dà l’impressione che si stia volutamente manipolando la realtà delle cose. Oltre a non capire assolutamente niente di quello che si sta guardando. 
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Ghoul – il senso di colpa vi divorerà

 

L’India si sta dando alla pazza gioia, ultimamente. Già presente su Netflix la serie TV Sacred Games (che io non ho visto, ditemi se ne vale la pena), da poco ne è arrivata un’altra, con protagonista la bellissima e molto brava Radhika Apte (che è identica alla scrittrice, nonché amica, Francesca Fichera). Sto parlando di Ghoul, miniserie horror che non vi dovete lasciar sfuggire per i seguenti motivi:
  • è indiana;
  • è di soli tre episodi;
  • è prodotta dalla Blumhouse;
  • ci sono i mostri 
Ghoul, scritta e diretta da Patrick Graham, è sostanzialmente un film di 136 minuti suddiviso in tre parti. Pregevole di per sé questa struttura, oltre alla storia che ora vi accenno.
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Momento divertissement: aperitivi di serie TV

Bene, l’estate è arrivata con tutto il suo carico di afa e di ascelle puzzolenti già alle 7 di mattina. Gioisco perché la scuola è finalmente finita e… Mare, profumo di mareeeeeeeee! ♪♪♪
Il blog, come ormai sapete, ha rallentato un pochino e in questi mesi estivi sarà decisamente altalenante, visto che, per buona pace di salveenee, io in estate divento nomade.
Ciò non toglie che mi farò le mie scorpacciate di serie TV, film e letture varie. Nel frattempo, ho pensato di consigliarvi un assaggio di divertissement, come se stessimo facendo un aperitivo al bar della spiaggia (è lo stesso se state ancora al lavoro, mettete in ferie il cervello!).
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