Aperitivi di libri: li volete tre stuzzichini?

Ho pensato che, come feci a giugno con alcune serie TV, potrei consigliare delle letture senza dilungarmi troppo. Io gli aperitivi li faccio soft, sennò poi non ceno, ma comunque sostanziosi e di qualità. Quindi eccovi qua degli stuzzichini su cosa leggere nel vostro tempo libero. O quando vi annoiate in ufficio. O per i vostri viaggi/spostamenti coi mezzi pubblici. O quando necessitate di troncare di netto una conversazione. Cacciate fuori l’ereader e immergetevi in ottime storie.
Continue Reading

Pronti per un nuovo racconto horror?

“Per Miriam, trentacinquenne infelice, una festa anni ’80 può essere motivo di rivalsa verso un’irritante collega. Per qualcun altro, un motivo per uccidere.

Novelette horror dall’humor nero, ambientata in Alto-Adige.”

Si pensa, erroneamente, che il racconto sia il fratello minore, e magari un po’ sfigato, del romanzo. Certamente il romanzo ha intrinsecamente ambizioni più alte, comporta un’enorme mole di lavoro, pazienza, dedizione. Ma, per ora, il racconto (breve, soprattutto) è la dimensione narrativa in cui mi sento più a mio agio.

Continue Reading

I Racconti di Shanmei #Vol2

Adoro i racconti. È la dimensione narrativa in cui mi sento più a mio agio quando scrivo. Può sembrare facile, di primo acchito, ma io credo che scrivere racconti efficaci, soprattutto se molto brevi, sia più complicato rispetto al compimento di un romanzo. In un romanzo ci si può permettere di spaziare, di perdersi un po’ in giro, uscire dalla superstrada e inoltrarsi in varie stradine (l’importante, si sa, è saper ritornare sulla strada principale). In un racconto non si può, lo spazio è poco, i tempi sono ristretti. Si deve arrivare al dunque in una manciata di battute. Insomma, la probabilità di scrivere delle schifezze immonde è elevatissima.
Non è il caso di questo grazioso secondo volume de I Racconti di Shanmei. Otto racconti flash, si divorano in un quarto d’ora e soddisfano appieno. L’autrice anonima scrive benissimo e in poche righe è in grado di lasciarti impresso sulla faccia un sorriso ebete, una smorfia di amarezza, un brivido lungo la schiena. 
Continue Reading